Lungotevere Vallati, Palazzo Enasco

Lungotevere Vallati, Palazzo Enasco - Roma

 Lavori di restauro conservativo dei prospetti esterni ed interni eseguiti dalla Vivenda Srl

L’immobile sede dell’Enasco nasce come palazzo padronale degli eredi della famiglia nobile Sallier De La Tour, originaria del Regno di Sardegna, tra cui spicca Vittorio Amedeo Sallier De La Tour, marchese di Cordon e uomo politico morto nel 1858.

Il palazzo è successivo agli sventramenti umbertini di via Arenula che avvennero a partire dal 1873, data di entrata in vigore del Piano Regolatore del sindaco Pianciani, con lo scopo di rendere “permeabile” il centro storico liberandolo “dall’intricato labirinto di anguste vie”.

L’edificio è facilmente riconoscibile sin dalla sua nascita per il monocromatismo chiaro delle facciate che intendevano simulare un rivestimento lapideo in travertino.

Acquisito dalla proprietà attuale nel 1984, fu sottoposto a un intervento di restauro ed adeguamento funzionale all’attività di tipo terziario che vi si sarebbe svolta. Durante i suddetti lavori di restauro le facciate furono oggetto di intervento e in particolare fu realizzato uno strato esterno di intonaco di finitura in malta cementizia tinteggiato con vernice al quarzo molto in voga in quegli anni.

L’edificio è posto ad angolo sul Lungotevere dei Vallati, una delle strade più trafficate di Roma, e via Arenula, sede viaria del tram. Proprio a causa della sua posizione le facciate presentavano situazioni di degrado legate sia all’inquinamento derivante dal traffico veicolare che alle vibrazioni indotte dal passaggio del tram che avevano compromesso la stabilità degli intonaci. Porzioni di intonaci sottoposti a battitura risultavano distaccati dal supporto murario e presentavano lesioni con pericolo di caduta sulle strade adiacenti.

Porzioni di intonaci sottoposti a battitura risultavano distaccati dal supporto murario e presentavano lesioni con pericolo di caduta sulle strade adiacenti.
Arch. Claudio Midiri

L’intervento di restauro, che ha riguardato in maniera particolare gli intonaci della fascia centrale delle facciate relative al piano nobile, ha avuto come oggetto la demolizione degli intonaci esistenti in malta cementizia e il rifacimento con malte tradizionali a base di calce e pozzolana.

Sugli intonaci freschi sono state ridisegnati, per mezzo di tavolette in legno chiodate, le fattezze dei conci/pannelli in travertino come nell’edificio originario. Si è intervenuti parzialmente anche su porzioni del bugnato del basamento che necessitavano di rifacimento. Prima della tinteggiatura sono state eseguite numerose prove di tonalità per raggiungere la colorazione che si è ritenuto fosse quella originale. Interventi minuziosi sono inoltre stati svolti su parti delle decorazioni a festoni e sul balcone aggettante su lungotevere dei Vallati, dove il parapetto è stato ricostituito secondo il disegno originale.

Hanno completato il restauro dell’edificio, il ripristino e la verniciatura di tutti gli infissi in legno e delle grate esistenti previo trattamento antiruggine e il controllo e la pulizia degli elementi di copertura che presentavano infiltrazioni di acqua.


Arch. Claudio Midiri